La storia di Cusercoli, nel territorio del comune di Civitella di Romagna, dipende da quella del castello che domina la città.
Esso fu costruito sul luogo dove già esisteva un impianto tardo romano. Proprio il caratteristico sperone roccioso su cui sorge il borgo, che sbarra la valle del Bidente e costringe il fiume a deviare dal suo corso, fece generare una leggenda, che attribuisce la creazione del massiccio sperone ad opera del mitico Ercole. La prima rocca medioevale risale al XII secolo.
Nel XIV secolo fu aggiunto al complesso un palazzo fortificato, adibito a residenza del feudatario. Successivamente vennero ampliate le mura ed una seconda cerchia racchiuse l’intero borgo circostante. Dopo una breve risalita arriviamo in vista della località Castagnolo, con la chiesa diventata un romitorio, il cimitero abbandonato, e numerose case coloniche che ci accompagneranno fino al ponte sul fiume.
Attraversiamo il fiume e saliamo verso la SS4 che attraversiamo e seguiamo per 200m a destra, possibilmente camminando lungo il campo: scendiamo sulla strada, superiamo un ponticello e giriamo a sinistra e saliamo lungo via Ferruccio Parri che seguiamo fino al centro del paese; passiamo davanti alla Rocca di Civitella, giriamo a sinistra, attraversiamo a destra la piazza e prendiamo via Bruno Buozzi, che lasciamo dopo 200m per girare a destra ed avviarci verso il fiume che Raggiungiamo e attraversiamo dopo 600m.
Seguiamo la strada asfaltata per 700m, girando a sinistra al primo bivio; lasciamo la strada per scendere a sinistra ancora verso il fiume: passiamo vicino a due case coloniche, poi costeggiamo il fiume lungo una grande ansa per arrivare in un allevamento di cavalli. Attraversato l’allevamento risaliamo e superiamo un’azienda agricola per giungere nelle vicinanze della Chiesetta del Pantano, a destra, risalente all’anno mille; giriamo a sinistra e percorriamo per circa 2km la via che ci porterà direttamente a Galeata, passando per la zona archeologica della Villa di Teodorico.
Entriamo in paese percorrendo prima via Matteotti, poi via IV Novembre.
Proseguiamo per via Zanetti, via I° Maggio e via Castellucci (SP4). Dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente il centro abitato si spostò più a valle, dove sorge l’odierna Galeata, alla fine del V secolo d.C., in cui si colloca tradizionalmente l’insediamento di due opposte comunità, quella del giovane eremita Hilarius (ormai italianizzato in Sant’Ellero) e quella del re Teodorico.
È in questo periodo che nasce la potentissima Abbazia di S. Ellero.
Saliamo dunque a Sant’Ellero prendendo la suggestiva Via delle Celline per visitare l’Abbazia e quindi torniamo sui nostri passi sulla SP4.
Dopo 1km raggiungiamo Pianetto e successivamente a Santa Sofia.