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Chiesa di San Ruffillo

San Ruffillo, il cui nome dal latino “rufus”, “rufulus” significa rossiccio, quasi biondo, fu il primo vescovo di Forlimpopoli nel IV secolo.
Le notizie pervenuteci su di lui non sono molto attendibili, le prevalenti affermano che fosse un ateniese convertito al cristianesimo.
Fu evangelizzatore di pagani e combattè l’eresia ariana che aveva in Rimini il suo centro propulsore. Di questa sua lotta  contro il male parla una leggenda, forse del XII secolo, secondo la quale assieme a San Mercuriale sarebbe venuto a San Martino in Avello ( pieve presso Dovadola) per liberare quella località da un pestifero dragone che la infestava.

Dopo averlo combattuto, i due Santi lo avrebbero gettato in un pozzo richiudendone la bocca con un grande masso. Il racconto, che vuole evidenziare il successo dei vescovi contro le eresie e in mali del tempo, ha fatto si che nell’iconografia San Ruffillo venga rappresentato col pastorale che trafigge il drago.

Secondo una leggenda più tarda, ricordata fin dalla fine del XVII secolo, San Ruffillo sarebbe morto a Portico mentre era in visita alla diocesi e sarebbe stato sepolto temporaneamente in una piccola chiesa posta in riva al Montone. Un’improvvisa e violenta piena del fiume avrebbe trascinato il corpo fino al luogo ove ora sorge la chiesa a lui dedicata presso Dovadola e di qui un’ulteriore onda lo avrebbe definitivamente portato a Forlì ove venne raccolto e deposto nella chiesa di Santa Lucia. In realtà, le reliquie del Santo riposavano in Forlimpopoli.

Nel 1362, quando il cardinale Albornoz distrusse il paese, esse vennero trasportate a Forlì nella chiesa di Santa Lucia, dove restarono fino al 1964 allorchè fecero ritorno a Forlimpopoli nella collegiata dedicata a San Ruffillo. Dal IX al XII secolo le pievi per la loro funzione di chiese battesimali assunsero grande importanza non solo nell’ambito religioso ma anche in quello civile, svolgendo funzioni  oggi considerate pubbliche e divenendo spesso sedi di assemblee, luoghi di stipulazioni di contratti e località presso cui  si svolgevano i mercati.

L’attuale chiesa, la terza sorta dalla fondazione della Pieve, recentemente restaurata, fu edificata, nella seconda metà del XVIII secolo per ordine del granduca Pietro Leopoldo, dall’architetto Fallani.

Ai giorni odierni, la chiesa sconsacrata, è parte del complesso ” Corte di San Ruffillo”.

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